Quali sono i presupposti dell'EBN?

In primo luogo occorre convertire il bisogno di informazione in quesiti clinici ben definiti, a cui è possibile tentare di fornire una risposta. Ai quesiti generici come: - che cos'è la disfagia? oppure - come si gestisce il paziente con lesioni da decubito? non si risponde con l'EBN. Un tipico quesito ben formulato comprende tre o quattro elementi: il contesto o la tipologia di paziente, il trattamento e l'eventuale alternativa ed, infine, l'esito o risultato. Sarebbe diverso ricercare risposte in relazione alla morbilità piuttosto che alla qualità della vita del paziente. Ecco un esempio di quesito ben formulato: - in un bambino di 6 anni, le convulsioni febbrili aumentano le probabilità di sviluppare una forma di epilessia? oppure: - in una persona con un'età superiore ai 75 anni, la vaccinazione antinfluenzale riduce la morbilità?
La seconda fase prevede la ricerca delle migliore prove di efficacia disponibili nelle banche dati bio-mediche. In questo caso è importante conoscere, oltre alle modalità di accedere alle banche dati quali Medline o Cinahl, la tipologia di studio da ricercare. sempre sulla base del quesito formulato. Ad esempio, se la ricerca vuole trovare risposte per un quesito su di un trattamento, si dovranno cercare studi randomizzati e controllati mentre, se si ricercano risposte a quesiti sulle cause o sui fattori di rischio, si dovranno ricercare studi di coorte o caso-controllo.
Una volta recuperata la miglior letteratura disponibile, che può essere costituita da ricerche originali o revisioni sistematiche o linee guida, la metodologia dell'EBN aiuta a svolgere una valutazione critica di quanto pubblicato. E' necessario sottoporre la letteratura ad un'analisi per poter stabilire la qualità dello studio, la completezza delle informazioni, la loro applicabilità al nostro paziente, ecc.
A questo punto rimane la non semplice fase di integrazione di quanto appreso nella nostra pratica clinica e la rivalutazione continua della nostra performance professionale.